Posizione yoga contro il mal di testa



La cefalea è un disturbo doloroso del capo (talora associato a dolorabilità di faccia e/o collo). E’ la più comune tra le sindromi dolorose.

Nella maggior parte delle Emicranie il dolore è spesso pulsante, sincrono con il polso e può cambiare di sede, c’è nausea e spesso vomito, fotofobia e fonofobia, aggravamento con l’attività fisica.

Sono state praticate parecchie indagini, biologiche, elettrofisiologiche, vascolari, di diagnostica per immagini, ma, allo stato attuale delle conoscenze, nessuna indagine ha valore di test diagnostico per le cefalee.

Quasi sempre infatti la diagnosi è clinica e basata su una accurata raccolta anamnestica.

Ruolo della serotonina
Molte osservazioni indicano che le piastrine dei pazienti emicranici sono caratterizzate da una condizione di iperaggregabilità. Durante un attacco la 5HT piastrinica aumenta per poi diminuire, si è evidenziato il rilascio e l’aumentata escrezione di metaboliti. La 5HT rilasciata ha un effetto vasocostrittore, ma assieme ad alcuni neuropeptidi sensibilizzano la parete dei vasi ematici inducendo una vasodilatazione.

Esistono almeno 7 recettori per la 5HT. Si trovano nelle meningi, in alcuni strati della corteccia, nelle strutture più profonde e nei nuclei tronco encefalici. Stimolati i recettori 5HT1 interrompono un attacco emicranico, il blocco dei 5HT2 può prevenire il verificarsi degli attacchi. Dunque sia agonisti che antagonisti serotoninici possono essere usati in terapia. Agonisti dei recettori 5HT1 sono i triptani, e gli ergotaminici; gli antagonisti dei 5HT2 sono metisergide, triciclici ecc.

Possibili cause:
Cause scatenanti l’attacco:

Posizione yoga per combattere il mal di testa: Shavasana (o posizione del cadavere) con due cuscini incrociati

shavasana


La pratica di Savasana è un processo completo di rilassamento, attraverso cui vengono eliminate fatica e tensioni nel corpo e viene dato riposo alla mente. Diamo qui le indicazioni per la pratica.
In sanscrito “sava” significa “avente l’apparenza di un corpo umano morto” e Savasana viene, infatti, chiamata la “posizione del cadavere”: il corpo è disteso a terra in posizione supina, completamente abbandonato, senza alcun movimento.

Stendetevi sulla schiena:
le gambe leggermente divaricate, le punte dei piedi un po’ aperte verso l’esterno;
la colonna vertebrale il meglio possibile aderente al terreno, con la zona lombare e cervicale ben distese;
le braccia ai lati del corpo, i palmi delle mani rivolti verso l’alto, le dita morbide;
gola, lingua, mascella, occhi e fronte rilassati.

Con gli occhi chiusi, ascoltate tutto il vostro corpo risalendo dai piedi al capo:
piedi, polpacci, cosce, glutei, addome, torace, schiena, spalle, braccia, gola e collo, volto e capo.
Se percepite delle zone tese, lasciate che si allentino, favorite mentalmente la loro distensione.
Il vostro corpo pian piano si abbandonerà completamente al terreno.
Se avete la sensazione che persistano delle tensioni, risalite di nuovo mentalmente dai piedi al capo lasciando che le contratture si allentino.

Dopo aver rilassato la muscolatura, portate l’ascolto più in profondità, permettendo agli organi interni di rilassarsi: gli organi dell’addome, del torace, del capo.
Il battito cardiaco diventerà più lento e regolare, così come il vostro respiro.

A questo punto siete pronti per seguire il respiro: ascoltatelo senza influenzarlo volontariamente. Semplicemente percepite all’interno del corpo il leggero movimento della respirazione, lasciandola naturale, così come viene.
Per un po’, senza fretta, rimanete in ascolto.

Infine permettete anche alla mente di riposare.
Lasciate vagare liberamente i pensieri, lasciateli scorrere, venire e andare. Pensieri, immagini e emozioni si presentano e passano: accoglieteli passivamente, come osservandoli dall’esterno, non soffermatevi su niente in particolare.
Sorvegliate di rimanere svegli e coscienti, non cadete nel sonno.

Dopo un po’ riportate l’ascolto al respiro, poi a tutto il corpo: percepite il vostro corpo rilassato.
Cominciate poi gradualmente a ridare movimento al corpo, partendo dai piedi e dalle mani, fino a stirarlo tutto attivamente.

Siete pronti per terminare la pratica: aprite gli occhi e portatevi lentamente seduti.
Assaporate gli effetti del rilassamento.

Bibliografia: WikiPedia, yogasurya.it, lifegate.it


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