Alti livelli di stress aumentano rischio dipendenza da alcol e droghe

Mentre si moltiplicano i sondaggi che denunciano lo stress da rientro e la depressione post vacanze, arrivano nuovi studi sui pericoli di una vita sottopressione. Una ricerca realizzata da scienziati della Johns Hopkins University di Baltimora e dell’ Università del Maryland, riportata sull’ International Herald Tribune, avverte: lo stress può avere conseguenze drammatiche che vanno oltre la stanchezza insostenibile, la “normale” ansia.
Chi vive sotto pressione per molte ore al giorno rischia più degli altri di diventare schiavo di alcol, sigarette, droghe. E il responsabile potrebbe essere un ormone che viene prodotto quando si raggiungono picchi di stress elevati, un ormone che crea dipendenza.
Dopo aver studiato un gruppo di infermiere esposte a situazioni di forte stress sul lavoro, gli scienziati hanno visto che, per loro, il “rischio dipendenze” aumentava di una volta e mezzo. Un rischio in cui sono rimasti vittime anche gli animali. Cavie che sono state sottoposte a continui shock fisici o psicologici hanno aumentato il ricorso a dosi di anfetamine messe a loro disposizione.
La colpa sarebbe di un tipo di ormoni denominati glicocorticoidi, che vengono prodotti dalle ghiandole adrenergiche, a loro volta attivate dallo stress. Quando questo aumenta, i glicocorticoidi “si risvegliano”, facendo crescere il bisogno di droghe. Anche se ancora non ci sono prove conclusive che confermino questa ipotesi. Le ricerche sullo stress diventano però sempre più allarmanti.
Uno studio pubblicato sul Journal of Neuroimmunology fa un’ ipotesi anche più pericolosa: di stress si può anche morire. Subire le continue molestie di familiari e colleghi prepotenti o vivere rapporti faticosi provoca una super attività del nostro sistema immunitario potenzialmente letale. Questa è infatti la scoperta di uno studio americano condotto sui topi: lo stress “sociale” provoca nei roditori un’ infiammazione che gli scienziati ritengono simile allo shock settico dell’ uomo, una insufficienza circolatoria che provoca la morte.
Se da oltreoceano continuano a giungere studi e allarmi sul pericolo dello stress da noi vengono compilati sondaggi che denunciano un aumento delle vittime. Un’ indagine della rivista Salute Naturale rivela che ansie e stress colpiscono sempre più gli studenti. Fin dai primi giorni di scuola oltre la metà dei ragazzi mostra i tipici sintomi dello stress e dell’ ansia (52%) e soffre di difficoltà di concentrazione. Mentre gli adulti sono colpiti dalla sindrome del rientro.
Un sondaggio di Riza psicosomatica rivela che sono soprattutto gli uomini al ritorno dalle vacanze a lamentarsi per i ritmi invivibili che la città impone, tanto che traffico e parcheggi (30%) incidono più dello stress da ripresa del lavoro (23%). Quasi una donna su tre (27%) invece, si lamenta del fatto che «non riesce a realizzarsi nel lavoro e deve pensare alla casa», il 16% si lamenta infine che «è passato un altro anno ed è tutto come prima».
Fonte: Repubblica




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