Fumo: la metà dei Cardiopatici Continua a Fumare Anche Dopo Ricovero

(Adnkronos Salute) – Un fumatore su due persevera nel vizio anche dopo essere finito in ospedale per un attacco di cuore. Lo rivela lo studio Euroaspire III, condotto tra il 2006 e il 2007 su 8.945 pazienti 18-80enni con malattia coronarica, dimessi dagli ospedali di 22 regioni europee. La ricerca è stata presentata al Congresso annuale della Società europea di cardiologia (Esc) che si chiude domani a Monaco di Baviera, ed è stata sostenuta da numerose aziende farmaceutiche attraverso grant educazionali all’Esc.
Secondo gli autori, la perseveranza dei tabagisti europei con sofferenza coronarica non è solo un fatto di incoscienza. Gli esperti ritengono che, sul fronte della disassuefazione dal fumo di sigaretta, si possa e si debba fare molto di più. In termini di sostegno psicologico al paziente e di accesso ai medicinali specifici.
Dall’indagine – coordinata da Jan Heidrich, dell’Istituto di epidemiologia e medicina sociale dell’università di Munster, in Germania – emerge che quasi un paziente su 5 (17%), pur con ampie differenze tra una regione e l’altra (10-24%), era un fumatore attivo. Gli uomini più delle donne (19% contro 11%), ma con un’eccezione definita “allarmante”: nella fascia d’età under 50, la percentuale di fumatrici saliva al 50%. Heidrich e colleghi hanno calcolato che, dopo la dimissione dall’ospedale, abbandonava il vizio appena un paziente su due (dal 27% al 66% a seconda della regione).
E benché tutti i fumatori ammettessero di essere stati incoraggiati a smettere, solo il 12% aveva ricevuto farmaci sostitutivi della nicotina e solamente il 5% era stato sottoposto a terapia comportamentale ad hoc. Risultato: soltanto la metà di chi continuava a fumare dichiarava l’intenzione di gettare il pacchetto nel prossimo futuro, e due terzi dicevano di avere tentato di smettere, finendo però per ricadere ‘nel tunnel’.
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