Pomodori per sconfiggere le malattie cardiache

pomodori rossi

I pomodori italiani aiuteranno a sconfiggere le malattie cardiache. Un nuovo farmaco, sviluppato dalla Cambridge Theranostics, utilizza una forma di ‘licopene’, un antiossidante normalmente contenuto nei pomodori, per impedire l’ostruzione delle arterie e per liberarle dal colesterolo cattivo.

Gia’ da tempo si sapeva, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico ‘Daily Mail’, che il licopene da’ ai pomodori il loro caratteristico color rosso e che aiuta prevenire infarti e malattie cardiache. Tuttavia, non tutto il licopene presente in un pomodoro e’ utilizzabile dal corpo umano, che e’ capace di assorbirne solo una parte.


Continua a leggere la notizia »

Analgesici: Ricercatori studiano farmaco 100 volte più potente della morfina

Leggo e riporto un’interessantissima notizia sulla scoperta di un nuovo medicinale analgesico che sembrerebbe essere cento volte più efficace nel combattere il dolore e la cui azione durerebbe ben due volte più della morfina.

Vi rimando all’articolo originale:
Morfina: Scoperto un analgesico più potente e con meno effetti secondari

Mal d’ufficio: E’ epidemia a Milano

ufficio

Cinque ore e dieci minuti davanti al computer o attaccati al telefonino: così la giornata media nell’impresa milanese. Con conseguenze sulla salute: circa 390 mila i milanesi che soffrono per il lavoro d’ufficio.

Il dato emerge da una stima della Camera di commercio di Milano su dati Istat e Registro delle imprese e da un’indagine della Camera di commercio di Milano.

Di questi quasi 140 mila dichiarano problemi seri e continuativi, gli altri occasionali o ridotti. Sul totale oltre la metà ha problemi agli occhi e alla vista (216 mila), circa 83 mila soffrono di mal di schiena, più di 35 mila hanno dolori e altri problemi alle mani, circa 20 mila risentono del mal di testa. E in media le lavoratrici soffrono di più dei colleghi maschi, oltre 200 mila le addette che lamentano disturbi. Soprattutto per schiena (oltre 52 mila su 83 mila in totale) e mal di testa (quasi 14 mila su 19 mila).


Continua a leggere la notizia »

Caffè: Riduce il dolore fisico se assunto prima dell’allenamento

Se siete alle prese con una preparazione atletica dura o con un training di allenamento che proprio non riuscite a sostenere allora gustatevi una buona tazza di caffè prima della vostra attività fisica: vi aiuterà a migliorare le vostre performance e ridurrà il dolore ai vostri muscoli.

A rivelarlo è una ricerca apparsa sulla rivista International Journal of Sport Nutrition e capeggiata da Robert Motl, ex ciclista professionista e oggi ricercatore presso l’Università dell’Illinois. “Quando facevo attività professionistica mi incontravo sempre con i miei compagni di squadra al bar per fare il pieno d caffeina prima dell’allenamento sulle lunghe distanze”, ricorda l’ex ciclista.

Il suo team di ricerca ha analizzato la relazione esistente tra caffeina e attività fisica per un periodo di tempo di sette anni, giungendo alla conclusione che questa sostanza è utile a diminuire il dolore fisico muscolare poiché interviene sul sistema neuromodulatorio dell’adenosina, un neurotrasmettitore che regola la sensazione di dolore. Secondo Motl, la caffeina “simula” l’azione dell’adenosina nel cervello legandosi agli stessi recettori e interrompendo così il circuito che regola il dolore.


Continua a leggere la notizia »

Citrato di potassio: Utile aiuto contro i calcoli renali

Una terapia a base di citrato di potassio sarebbe efficace nel prevenire la formazione ricorrente di calcoli renali. Lo conferma uno studio apparso sulla rivista The Journal of Urology.

Il citrato di potassio è comunemente utilizzato per prevenire la formazione di calcoli negli individui affetti da calcolosi renale. Il suo effetto è quello di accrescere il pH urinario favorendo l’escrezione del citrato con le urine. Per valutare la reale efficacia del citrato di potassio nel prevenire la formazione dei calcoli renali, un team di ricercatori del Comprehensive Kidney Stone Center della Duke University, in North Carolina, ha condotto uno studio retrospettivo su una coorte di 503 pazienti affetti da calcolosi renale ricorrente sottoposti a terapia a base di citrato di potassio.


Continua a leggere la notizia »

Alzheimer: Indizi anche in giovane età

Un’iperattività dei neuroni dell’ippocampo durante la giovane età potrebbe rappresentare un importante fattore di rischio per l’insorgenza della malattia di Alzheimer in età adulta. È questa la conclusione di una ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science.

L’incidenza del morbo di Alzheimer è stata da tempo messa in relazione alla presenza di un gene denominato ApoE4. I portatori di un’unica variante allelica del gene ApoE4 hanno una probabilità di andare incontro a malattia di Alzheimer 4 volte superiore rispetto agli altri, mentre nel caso di doppia variante allelica dello stesso gene la probabilità aumenta di circa dieci volte, sostengono i ricercatori della Oxford University e dell’Imperial College London, autori della ricerca.


Continua a leggere la notizia »

Lupus: Le donne sono le più colpite

Individuato sul cromosoma X un gene associato al Lupus. Si chiama ‘IRAK1′ e spiegherebbe il perche’ le donne sono circa dieci volte piu’ soggette alla malattia rispetto ai maschi.

Almeno questo e’ quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Southwestern Medical Center (Texas, in Usa) e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Il lupus e’ una malattia autoimmune che provoca eruzioni cutanee, dolori articolari e, nelle forme piu’ gravi, danni ai reni e al cuore. Lo studio, coordinato da Chandra Mohan, ha coinvolto 759 persone che avevano manifestato la malattia da piccoli, 5 mila da adulti, mentre circa 5 mila sono state prese come campione controllo. Inoltre, ciascun gruppo era rappresentato da quattro differenti etnie: euro-americani, afro-americani, asiatico-americani e ispano-americani.


Continua a leggere la notizia »

Gestazione: Categorico smettere di fumare

sigaretta

Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal nelle donne che smettono di fumare entro le prime 15 settimane di gestazione si riduce il rischio di complicazioni in gravidanza, avvicinandosi a quello delle non fumatrici.

I ricercatori hanno seguito ed esaminato prospetticamente gli esiti della gravidanza di 2500 donne sane e che non avevano avuto precedenti gravidanze. Ne è emerso che il rischio di parto pretermine o di avere un bambino con basso peso alla nascita (in genere associati al fumo in gravidanza) nelle donne che riescono a smettere di fumare entro le 15 settimane non risultano più alti al confronto con le non fumatrici.


Continua a leggere la notizia »

In aumento consumo psicofarmaci tra gli studenti

Con il 10 per cento, i sedicenni italiani si collocano al quarto posto della poco invidiabile classifica dei centomila giovani europei che fanno uso di tranquillanti e sedativi senza prescrizione medica.

E’ uno dei risultati dell’Espad (European school project on alcohol and other drugs), il progetto di indagini scolastiche su alcol e altre droghe, tra studenti europei di età compresa tra 15 e 16 anni. La raccolta dei dati ha coinvolto 35 paesi; per l’Italia è stata condotta dall’Istituto di fisiologia clinica (IFC) del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa su un campione di circa 10 mila studenti.


Continua a leggere la notizia »

Ansia e fobie si combattono dimenticando

L’incapacità di dimenticare alcuni eventi è alla base di molte patologie della psiche, come i disturbi d’ansia, le fobie o il disturbo post-traumatico da stress.
Un gruppo di ricercatori statunitensi del Salk Institute for Biological Studies di San Diego sembra aver identificato il meccanismo chiave alla base di questa incapacità, in cui riveste un ruolo fondamentale uno dei principali neurotrasmettitori presenti nel nostro cervello: il glutammato.

La scoperta, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Neuroscience, secondo i ricercatori permetterà di sviluppare nuove strategie terapeutiche per affrontare quei disturbi mentali che risultano legati ad eventi traumatici come lutti, perdite affettive o esperienze negative vissute nella vita di tutti i giorni.


Continua a leggere la notizia »